MOSTRA “FABBRICHE E MEMORIA”
Mostra di storia e archeologia industriale.
Dall’Olona all’Adda. L’industria tessile modifica il paesaggio.
“FABBRICHE E MEMORIA” è una mostra che ripercorre i segni lasciati da sei famiglie di industriali del cotone, Ponti, Cantoni, De Angeli Frua, Crespi, Dell’Acqua e Bernocchi che, tra Ottocento e Novecento, con i loro impianti industriali, case per i lavoratori, convitti, scuole e ospedali, hanno contribuito al cambiamento della storia economica e sociale lombarda.
Cuore della trasformazione è stata la Valle Olona, ma il fenomeno si è poi allargato a territori limitrofi per giungere fino alle sponde dell’Adda e oltre. Il processo di industrializzazione modificò definitivamente il paesaggio di centri quali Busto Arsizio, Legnano, Castellanza, Solbiate Olona e poi la zona del Saronnese fino a giungere all’intervento dei Crespi sull’Adda.
Trasformando i borghi agricoli in città con una marcata impronta industriale, le corti e i mulini vennero integrati e poi sostituiti da opifici di grandi dimensioni innescando importanti fenomeni di inurbamento a cui alcuni imprenditori fornirono risposte attraverso interventi paternalistici.
La mostra ricostruisce l’origine dell’industrializzazione dalla fine del Settecento fino ai primi decenni del Novecento, un periodo in cui si arriva all’apice della produzione tessile. Vengono anche presi in esame gli insediamenti protoindustriali e le loro successive trasformazioni con un’accurata disamina tipologica.
L’analisi parte dalle vicende e dagli intrecci familiari dei cosiddetti “pionieri del cotone” che daranno vita alla nascita di colossi industriali anche in altri settori (meccanica, chimica).
Oggi gran parte delle fabbriche tessili sono chiuse e in parte demolite ed il territorio vive, da molti anni, un profondo processo di trasformazione che ha interessato e interessa le aree industriali dismesse.
Purtroppo una parte consistente del patrimonio di archeologia industriale è andato perduto, ma riteniamo utile riportare l’attenzione sul tema proprio per non sprecare le ultime occasioni per riscoprire importanti e significativi “depositi della memoria”. Perché conservare e soprattutto che cosa e come conservare? Queste sono le domande che vorremmo rimettere al centro del dibattito.
La rigenerazione urbana si deve porre come atto di riparazione nei confronti del paesaggio.
La mostra è ospitata nel cosiddetto “Filandone” di Martinengo, una filanda fatta erigere nel centro cittadino dalla famiglia Daina tra il 1872 e il 1876 e sapientemente recuperata dall’Amministrazione Comunale come Biblioteca, sala espositiva, Sala Consiliare e Archivio Storico. Questo edificio, patrimonio di Archeologia Industriale, prima della ristrutturazione ha ospitato alcune riprese del film “L’albero degli zoccoli” di
Ermanno Olmi.
La mostra è stata ideata e curata da Renata Castelli, Antonella Checchi, Graziella Clementi e Luisa Pagani.
L’iniziativa si inserisce nell’ambito delle manifestazioni in occasione di “Bergamo Brescia 2023 Capitale Italiana della Cultura”.
E’ realizzata grazie al contributo di
Comitato Regionale UNPLI (Pro Loco) Lombardia - APS
Cooperativa SCELAG (Società Cooperativa Edificatrice
Lavoratori Gerenzano) di Gerenzano (VA)
Pro Loco e Comune di Martinengo (BG)
Pro Loco e Comune di Gerenzano (VA)
INAUGURAZIONE MOSTRA
“Filandone” di Martinengo (BG)
Via Allegreni 37
16 dicembre 2023
ore 16.00
17 dicembre 2023 10.30-12.30 15.00-18.00
11-14 gennaio 2024 10.30-12.30 15.00-18,00
18-21 gennaio 2024 10.30-12.30 15.00-18.00
Aperture straordinarie su appuntamento
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